perchè “ThunderVolt”.

Il risultato dell’unione tra il tuono, thunder, e l’unità di misura della tensione elettrica, volt

THUNDERVOLT è il marchio ideato e voluto da Loris Reggiani, Giuseppe Sassi e Bruno Greppi, tre pazzi sessantenni malati di moto che non riescono a fermarsi mai:
il tuono, oltre a essere il rombo musicale che manca nei mezzi della THUNDERVOLT, è anche l’espressione della grinta, della potenza e della forza.
Tutte caratteristiche che ritroverete nelle creazioni della THUNDERVOLT: anche senza il rombo del tuono, i nostri mezzi non sono e non saranno mai noiosi.
Tutt’altro: sono veicoli divertenti in grado di stimolare sensazioni molto simili – e a volte migliori – di quelle delle moto competitive tradizionali…

Loris Reggiani

(Forlì, 7 ottobre 1959)

Ex pilota del motomondiale; ex commentatore tecnico del motomondiale; ex costruttore di Rosine (auto con 4 motori Yamaha 1000); ex giovane.

«Non ce la faccio a non inventare qualcosa per incasinarmi sempre di più la vita.
Non ce la faccio proprio».

Giuseppe Sassi

(Santa Sofia (FC) , 17 dicembre 1959)

Costruttore di minimoto e miniGP vincenti; costruttore di motori per barche radiocomandate vincenti (SG Racing); meccanico generico di moto e auto; tornitore/ fresatore. E adesso anche costruttore di moto elettriche.

«Non sapevo come impiegare le 4 ore della notte rimaste libere e qualche domenica…».

Bruno Greppi

(Lecco, 4 ottobre 1960)

Una storia da meccanico; preparatore di auto da rally; fondatore della Braking; dal 2007 completamente coinvolto nel dimensionamento e costruzione di veicoli elettrici a due e quattro ruote, spaziando anche dai natanti agli alianti che decollano da soli, dai trattori tagliaerba ai furgoni ibridi con turbina a gas.

«Anni fa il mio motto era di considerare solo gli sport che andavano a benzina, oggi sono convinto che 100% elettrico è meglio: adrenalina pura sotto tutti gli aspetti!».

Quando Loris, dopo aver provato un prototipo elettrico di Bruno, ha chiesto a Giuseppe e a Bruno stesso di mettersi insieme per costruire moto elettriche, è bastato guardarsi negli occhi per dare la loro risposta affermativa.
OK, FATTO!

bellissima

La progettazione e la realizzazione hanno richiesto circa due anni di studi e prove accurate: sono stati realizzati un paio di prototipi, sono state fatte modifiche e miglioramenti continui, fino alla definizione di NK-E, una naked con ruote da 12”. Bellissima!

Come in una vera moto da competizione, tutti i dettagli sono stati curati e studiati con grandissima attenzione: la sensazione, è quella di un prototipo da corsa. Alcuni particolari tecnici lo confermano, come il forcellone monobraccio, a traliccio di tubi ad alto resistenziale, che sostiene il motore inserito nel mozzo di un cerchio a razze in lega di alluminio smontabile con 5 viti di tipo automobilistico.

La potenza continuativa di 4 kW ed un picco di 8 kW garantiscono un’ottima accelerazione. La velocità massima di 90 km/h si raggiunge in una quarantina di metri. Come nelle migliori moto da competizione è disponibile un software per variare le curve del freno motore, dell’accelerazione e della velocità massima.

La batteria ai polimeri di litio, con Bms e teleruttore integrati, eroga 72V e 40Ah da inizio a fine carica, dando la possibilità di girare per circa 30 minuti in pista senza problemi di prestazione. La batteria è facilmente sostituibile in un paio di minuti.

Il comando “drive by wire” con manopole racing completa il powertrain. Una pompa radiale, la pinza a 4 pistoni, la tubazione trecciata e un disco da 220mm formano il performante impianto frenante anteriore.
Naturalmente c’è un freno a disco idraulico anche al posteriore.

il futuro.

sempre con la stessa filosofia che ha spinto alla realizzazione della NK-E: trasmettere emozione, grinta, senso di potenza.

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